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Essere figlio di un genitore con disturbo psichico

Figli in penombra

Il cervello, così come le altre parti del corpo, può ammalarsi. Quando una persona non si sente bene in una parte del proprio corpo tende ad avere dei cambiamenti nel modo in cui si sente o si agisce. Anche i disturbi psichici portano dei cambiamenti che possono influenzare il modo in cui le persone si sentono, agiscono e pensano. Sono molto comuni e possono colpire tutti a qualsiasi età. Questo vale anche per la tua mamma, il tuo papà, i tuoi nonni, i tuoi zii, i tuoi fratelli e sorelle.
Se sei interessato a conoscere i principali disturbi psichici ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento i disturbi psichici e consultare il sito mybluebox.

I disturbi psichici  solitamente dipendono da una serie di fattori diversi che possono cambiare da persona a persona, come ad esempio: eccessive preoccupazioni o stress, un evento doloroso e imprevedibile, problemi di salute che influiscono sul cervello, consumo di alcool e droghe. Ricorda: nessun individuo è la causa della malattia di un altro, nemmeno un figlio!

Comunque, ogni persona è diversa e quindi può vivere il disturbo psichico in maniera differente rispetto ad un’altra; inoltre la maggior parte della popolazione presenta delle oscillazioni emotive che possono essere anche molto intense senza avere dei disturbi psichici. E’ infatti, importante capire la differenza tra normali emozioni e disturbo psichico.

E’ importante distinguere le normali emozioni dai disturbi psichici . Capita ad ognuno di noi di avere momenti in cui ci sentiamo tristi, soli, stanchi, stressati e spaventati. Momenti in cui abbiamo voglia di piangere e ci sentiamo senza speranza. Momenti in cui pensiamo che nessuno ci capisca e che tutte le situazioni intorno sono troppo difficili da affrontare. Queste sono sensazioni che fanno parte della vita ordinaria e si possono provare ad affrontare da soli o con l’aiuto di qualcuno.

Quando si ha un disagio psichico, questi sentimenti possono essere più intensi del solito opprimendo le persone tanto da renderle incapaci di affrontare anche le situazioni più semplici e i compiti di tutti i giorni. In questi momenti emergono maggiormente le fragilità della persona colpita rendendola quindi più vulnerabile ed esposta a fattori di rischio per la sua salute.

Per mamma e papà potrebbe essere difficile alzarsi dal letto, accompagnarti a scuola o trascorrere insieme il vostro tempo libero. A volte potrebbero sembrarti irrequieti, litigiosi o aggressivi e che il loro comportamento sia fuori controllo o siano spaventati da ciò che li circonda e da sé stessi. Molto spesso si accorgono che qualcosa non va ma sono confusi e non sempre riescono a capire come migliorare le cose nell’immediato.

Un modo per stare meglio è prendersi cura di sé stessi anche chiedendo un supporto ai professionisti che possono aiutare nel campo della salute mentale. Esistono vari percorsi di supporto alla persona come: prendere dei farmaci, intraprendere consulenze psicologiche o psicoterapie, frequentare gruppi di supporto, richiedere consulenze educative. Questi percorsi possono aiutare le persone a vivere con maggiore serenità le proprie difficoltà arrivando a capire come gestire al meglio la propria vita.

Non è compito dei figli aiutare i genitori!

E’ importante sapere che anche le persone che hanno un disagio psichico possono essere felici e vivere una vita sana.

Quello che troverai scritto su questo sito vuole aiutarti a capire che non sei da sol* e che è normale sentirsi disorientati di fronte a questi eventi. Ti invitiamo quindi a parlarne sempre con adulto di riferimento o un professionista di cui ti fidi.

I disturbi psichici

Il disturbo psichico può essere vissuto da ogni persona in maniera diversa, così come le sue conseguenze.

Molto spesso potrai sentire dei nomi che servono ai professionisti ad etichettare i problemi nell’ambito della salute mentale. Questo serve ad indirizzare le persone verso le cure e i percorsi sanitari adeguati.

Di seguito troverai delle brevi spiegazioni di alcuni disturbi psichici. Per ulteriori approfondimenti puoi accedere alla sezione  “Galleria”.

Ricorda: le informazioni che troverai in questo articolo non servono per arrivare ad un’autodiagnosi e in caso di sintomi o malesseri non si sostituiscono in alcun modo al confronto con i professionisti della salute mentale; sono una semplice presentazione delle condizioni di sofferenza psichica che si manifestano maggiormente nella popolazione; non racchiudono quindi, tutte le possibili manifestazioni. Per tali motivi se hai ancora dubbi non esitare a chiedere un confronto ad adulti di riferimento di cui ti fidi e/o ad un professionista della salute mentale (psicologo o psichiatra).

Bisogna distinguere tra depressione e sentirsi tristi o giù di morale.

Le persone che soffrono di depressione si sentono infelici, stanche, esauste quasi tutto il giorno per un tempo molto lungo. Spesso non hanno la motivazione e l’energia per affrontare le solite attività quotidiane, non si alzano dal letto e non mangiano. Di solito non provano interesse per ciò che gli piaceva un tempo. Questo potrebbe portarli a sentirsi arrabbiati, stressati e anche a piangere senza un apparente motivo.

Può capitare quindi che mamma o papà possano sembrarti poco interessati a quello che prima facevano con te o che non abbiano l’energia di parlare o aiutarti a fare i compiti. Ricorda non è per mancanza di interesse nei tuoi confronti ma è dovuto alla loro condizione di salute.

Le persone che soffrono di questo disturbo hanno eccessive preoccupazioni e paure su tutto ciò che può accadere. Possono preoccuparsi continuamente e anche per cose che ai tuoi occhi possono sembrare insignificanti.

A volte la paura diventa talmente forte da non riuscire a controllarla tanto da arrivare a modificare le proprie abitudini per limitarla, in questi casi si tratta di “fobia” (per es. dei luoghi aperti, delle folle, di animali, ecc.)

Potresti quindi rivedere nei tuoi genitori un atteggiamento restio nell’affrontare determinate situazioni o una eccessiva attenzione nel riconoscere pericoli e sottolineare difficoltà in situazioni che alla maggior parte delle persone paiono senza pericolo.

Questo disturbo è caratterizzato da sbalzi d’umore molto estremi. Le persone possono sentirsi in alcuni momenti molto tristi e senza valore e in altri molto energici e incapaci di calmarsi. Soprattutto quando si sentono attivi, i comportamenti potrebbero essere: non dormire, spendere molti soldi in spese non necessarie o investimenti inconsueti, essere loquaci, cucinare e pulire molto, non riuscire a concentrarsi se non per un brevissimo lasso di tempo.

Avere una mamma o un papà con questi grandi sbalzi d’umore può essere disorientante.

Chi soffre di questo disturbo perde il contatto con la realtà e quindi potrebbe manifestare allucinazioni uditive e/o visive. Quindi potrebbe vedere o sentire delle cose che non sono presenti nella realtà o avere idee bizzarre (deliri). Di solito fanno fatica a pensare e comprendere la realtà che li circonda.

Vivere con una persona con queste difficoltà può essere molto spaventoso soprattutto se non se ne conoscono le caratteristiche.

E’ un tipo di disturbo patologico che emerge in seguito ad eventi che hanno causato dei traumi e di solito chi ne soffre viene colto dal panico o reagisce con timore a ciò che gli succede. Il trauma viene rivissuto attraverso flashback o incubi che possono incidere sul normale funzionamento nella vita quotidiana.

La caratteristica di questo disturbo è essere accompagnati da pensieri e comportamenti ripetitivi e dall’impossibilità di poterli evitare. Il pensiero di fondo è che se questi comportamenti non vengono ripetuti qualcosa di brutto potrebbe succedere a sé stessi o alla propria famiglia e ai propri cari. Sono delle vere e proprie ossessioni che possono essere legate: alla paura di essere contaminati e quindi alla necessità di lavarsi spesso le mani, al dover mantenere gli oggetti in un determinato ordine e luogo, al dover ripetere delle azioni in un preciso momento e in un specifico modo.

Prova a immaginare la fatica che possono provare mamma e papà a staccarsi da questo pensiero credendo che smettendo, potrebbero far del male a qualcuno.

Le persone che soffrono di questo disturbo presentano problematiche nella gestione delle emozioni e delle relazioni. Sintomi tipici sono: improvvisi sbalzi d’umore, intensa paura di perdere le relazioni con persone care e un costante bisogno di conforto. Spesso chi sta vicino a queste persone fatica a capire ciò che provano e pensano e questo genera ancora di più in chi ne soffre, l’idea di sentirsi soli e non capiti. Queste sensazioni possono portare paura e generare caos nella persona che ne soffre e nei suoi familiari/amici. A volte possono sfociare in comportamenti impulsivi e volersi far del male.

Le persone che soffrono di questo disturbo hanno pensieri continui riguardanti il cibo e il peso corporeo. Il disturbo può presentarsi con sintomi differenti: non mangiare abbastanza, mangiare continuamente cibo in modo incontrollato, consumare tanto cibo in poco tempo e poi a volte eliminarlo forzatamente. Le emozioni che di solito possono provare sono: irritabilità, ansia, tristezza, scoraggiamento. I comportamenti messi in atto le portano a compiere molto esercizio fisico, evitare situazioni in cui il cibo è presente (cene, feste) o inventare scuse per non mangiare ed essere costantemente a dieta.

Posso soffrire anch’io dello stesso disturbo psichico dei miei genitori?

Sentirsi tristi, aver paura, non riconoscere le proprie emozioni sono sensazioni che capitano a tutti ma questo non significa soffrire di un disturbo psichico. Spesso sono passeggere e passano con il tempo.

Inoltre mamma e papà possono provare queste sensazioni in maniera più intensa, per molto tempo e questo può rendere difficile affrontare la quotidianità della vita.

In ogni caso, se ti senti preoccupato per ciò che stai vivendo, se non riesci a trovare un senso alle tue sensazioni, se noti di provare dei vissuti simili a quelli che noti in mamma e papà, devi sapere che non sei da solo.

Ricorda: puoi condividere le tue paure parlando con un adulto di fiducia o rivolgendoti ad un professionista della salute mentale, chiedere aiuto è protettivo. Cerca un centro rivolto ad adolescenti presente sul tuo territorio.
Se desideri un aiuto nel cercare un Centro Adolescenza consulta le nostre FAQ

Tutti proviamo emozioni

Vivere con un genitore con disturbo psichico potrebbe provocarti tantissime emozioni: rabbia, tristezza, imbarazzo, vergogna, confusione, senso di colpa, amore/odio, senso di perdita, ansia, paura, senso di impotenza. Queste ed altre sensazioni sono del tutto normali, come provare amarezza per la situazione che si sta vivendo.

Inoltre, come detto più volte, va bene anche parlarne con un adulto di riferimento di cui ti fidi: non pensare che sia un tradimento nei confronti del genitore, anzi questo potrebbe essere un modo per poter riprendere un contatto nel caso vi fosse allontanati.

A volte, infatti, potrebbe sembrare che non si vada più d’accordo con i genitori soprattutto alla tua età. Potresti avere la sensazione che siano poco interessati a te, alle tue cose e ai tuoi racconti e questo potrebbe portarti ad allontanarti da loro.

E’ importante sapere che quando le persone non si sentono bene potrebbero non rendersi conto di come si comportano nei confronti degli altri e quindi anche nei tuoi confronti. A volte la loro capacità di stare in relazione con il mondo è compromessa e può essere molto difficile parlare con le persone, ascoltarle o semplicemente stare in loro compagnia perché tali azioni necessitano di energie che in quel momento non sentono di avere.

Questo non deve farti sentire responsabile della situazione. Ciò che senti e ciò che prova il tuo genitore è normale e sarebbe buono che riusciste a parlarvi, anche con l’aiuto di qualcuno, per capirvi reciprocamente e confrontarvi.

Vivere a contatto con chi soffre di un disturbo psichico, soprattutto se sono mamma e papà, richiede la necessità di strumenti utili a interpretare i sintomi e i segni del disturbo per poter trovare un senso a quello che state vivendo e sentirsi meno confusi. Nello stesso tempo questo può far nascere alcune paure: essere stigmatizzati, soffrire dello stesso disturbo o di dover affrontare delle conseguenze impattanti sulla tua vita. Inoltre, il periodo che stai vivendo è contraddistinto da grandissimi cambiamenti e soprattutto di spinte verso la tua autonomia ma data la condizione di salute dei tuoi genitori potresti sentire la paura che questo desiderio di indipendenza non possa essere realizzato.

Conoscere le cause, i sintomi e i trattamenti per il disturbo psichico presente in famiglia può aiutarti a ridimensionare queste paure.

Non temere di voler conoscere e cerca di farlo parlando con qualcuno.

Se vuoi informarti in rete assicurati che i siti che leggi siano affidabili e ti diano informazioni scientificamente corrette.

Accedendo alla Galleria troverai una selezione di film e libri che riteniamo possano essere d’aiuto per capire meglio quello che te e la tua famiglia state vivendo.

Strategie di aiuto

Vivere con un genitore che soffre di un disturbo psichico può portare ad attribuirsi una carico di responsabilità eccessivo per la tua età.

Se da un lato puoi essere d’aiuto ai tuoi genitori, dall’altra parte sta a te scegliere la modalità e il livello di coinvolgimento. Nessuno ti può forzare e imporre un ruolo o dei compiti.

Sicuramente puoi essere molto importante sia nel sostegno materiale ma soprattutto in quello affettivo. Se sei interessato ad approfondire queste tematiche ti consigliamo di continuare la lettura di questo articolo.

Una delle strategie di aiuto possibili per la salute mentale è l’assunzione di farmaci. Quelli per il disturbo psichico agiscono sul cervello e il sistema nervoso, possono prevedere l’assunzione di una o più compresse o gocce, durante la giornata. Alcuni farmaci invece, vengono somministrati con iniezione presso il Centro di Salute Mentale del territorio.

Non è detto che si riscontrino nell’immediato degli effetti benefici, alle volte occorrono diversi giorni prima di percepire un cambiamento e serve tempo ai professionisti della salute mentale per valutare il tipo di farmaco e la relativa quantità per far star meglio la persona. Non sempre è facile avere un buon rapporto con le medicine, soprattutto per gli effetti collaterali che possono causare: nausea, vertigini, aumento di peso, stanchezza e problemi di sonno.

Esistono altre strategie di aiuto basate sulla parola, che possono essere parallele alla terapia farmacologica, come la psicoterapia e le consulenze educative che aiutano le persone ad individuare le strategie migliori per vivere con maggiore consapevolezza e serenità le proprie difficoltà, arrivando a saper gestire al meglio la propria vita.

A volte potrebbe essere necessario andare in ospedale per ricevere un aiuto extra perché le cure somministrate fino a quel momento non riescono ad avere l’effetto sperato. Qualche volta può succedere che il ricovero avvenga contro il volere della persona ma può risultare indispensabile per poter ricevere le cure più adatte, proteggere sé stessi e gli altri rimanendo per un determinato periodo di tempo in un posto sicuro. Quando la persona si sentirà meglio e sarà impostata una nuova ed efficace terapia potrà tornare a casa.

Di solito durante i ricoveri, si incontrano vari professionisti della salute mentale (medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi) che valutano le necessità della persona coinvolta e concordano insieme a quest’ultima le attività da intraprendere, le cure da assumere e le terapie necessarie per un decorso positivo.

Durante il periodo del ricovero, è possibile decidere se andare a trovare il proprio genitore o aspettare che torni a casa. Ogni ricovero è diverso a seconda della persona, del motivo per cui viene ricoverata e del reparto in cui si trova. È bene che tu sappia che nei reparti predisposti alla cura dei disturbi psichici potresti vedere persone che si comportano in modo bizzarro, con atteggiamenti difficili da comprendere. Prenditi tutto il tempo per decidere cosa è meglio per te, parlane con un adulto di fiducia e se lo ritieni necessario chiedi informazioni a familiari che sono già stati in visita dal tuo genitore.

Può capitare che i minorenni non siano autorizzati all’accesso al reparto oppure che i medici o i tuoi genitori preferiscano aspettare un altro momento per organizzare la tua visita, sicuramente queste decisioni sono state prese per proteggerti e fare in modo che l’incontro non ti crei disagio e difficoltà.

Nel caso si valuti di non procedere con un incontro in reparto puoi comunque rimanere in contatto con il tuo genitore in altri modi: chiedi se puoi inviare un’e-mail, telefonare e/o inviare messaggi. Questo può aiutare sia te che il tuo genitore: sapere che vi pensate e che vi tenete reciprocamente informati renderà entrambi più sereni.

Ricorda: se ti senti confuso, spaventato e preoccupato fai domande ai tuoi familiari o alle persone che possono fornirti delle risposte professionali, come specialisti della salute mentale (psicologi e psichiatri).

In tutte le famiglie è normale che ci siano momenti di tensione che possono portare a conflittualità. In particolare quando si attraversano momenti difficili, i diverbi e le incomprensioni possono creare dissapori e lontananze nella relazione.

È importante cercare di risolvere le situazioni conflittuali e puoi:

  • essere consapevole delle emozioni che stai provando
  • imparare a comunicare i tuoi stati d’animo e i tuoi pensieri
  • imparare ad ascoltare ciò che il genitore ti sta dicendo
  • confrontarti in famiglia su come affrontare questi momenti.